Flavio Cattaneo, Terna Italia-Francia maggiore investimento prossimi 5 anni

22 Luglio 2013 Commenti chiusi

Ancora investimenti record per Terna. “Il nostro compito è puntare a ridurre i costi dovuti alla mancanza di infrastrutture. Per questo motivo investiremo altri 7,9 miliardi nei prossimi 10 anni” – ha dichiarato Flavio Cattaneo, AD della società, durante la cerimonia di avvio dei lavori per la nuova interconnessione elettrica Italia-Francia. La nuova linea, un’infrastruttura considerata strategica a livello europeo, rappresenterà il più grande elettrodotto interrato al mondo. Cattaneo: “Questo per Terna rappresenta il maggiore investimento dei prossimi 5 anni”.

Terna investirà 7,9 miliardi nei prossimi dieci anni. “Con il 2013, a partire dal 2005, completiamo 6,5 miliardi di investimenti non promessi ma realizzati. In Italia mantenere investimenti così alti credo sia importante e rimarchevole”, ha sottolineato l’ad del gruppo, Flavio Cattaneo, aggiungendo che negli ultimi 8-9 anni Terna ha realizzato importanti opere infrastrutturali.

Investimenti concordati dal 2007 che hanno prodotto benefici per 5 miliardi di euro sulle bollette italiane, ha sottolineato il top manager: “il nostro compito è puntare a ridurre i costi dovuti alla mancanza di infrastrutture. Per questo motivo”, ha aggiunto “investiremo altri 7,9 miliardi nei prossimi 10 anni”. L’ad ha parlato durante la cerimonia di avvio dei lavori per la costituzione della nuova interconnessione elettrica Italia-Francia promossa da terna a Rte. Intanto a Piazza Affari il titolo scende dell’1,31% a 3,168 euro.

La società italiana e l’omologa transalpina hanno avviato i lavori sul lato italiano della nuova linea Piemonte-Savoia, un’infrastruttura considerata strategica a livello europeo che rappresenterà a lavori ultimati, nel 2019, il più grande elettrodotto interrato al mondo. Verrà infatti steso un cavo sotterraneo di corrente continua ad alta tensione lungo una dorsale di 190 chilometri fino alla stazione francese di Grand’Ile.

L’investimento complessivo ammonta a 1,4 miliardi di euro, di cui quasi 800 milioni per il tratto italiano, somma che verrà equamente ripartita tra Terna e TransEnergia, una società di scopo partecipata pariteticamente da Sitaf e Cie (Compagnia italiana energia). Terna si è sobbarcata, inoltre, una spesa di 60 milioni per la ristrutturazione e l’ampliamento della stazione piemontese di Piossasco, da cui parte l’elettrodotto.

Il tratto francese prevede, invece, costi attorno ai 600 milioni. Per la costruzione della linea saranno impiegati oltre 500 lavoratori tra professionisti, tecnici e operai. L’indotto per la sola parte italiana impegnerà oltre 70 imprese operative in campo civile, elettromeccanico ed elettrico-energetico. Dal punto di vista economico, Terna ha stimato risparmi annui per il sistema elettrico italiano pari a 150 milioni, oltre a una maggiore sicurezza della rete con un contestuale incremento superiore al 60% sulla capacità di scambio tra i due Paesi.

“Grazie a questa opera, fortemente innovativa per soluzioni ingegneristiche, tecnologiche e ambientali, sarà possibile aggiungere un nuovo importante tassello al progetto di creazione del mercato unico dell’energia”, ha commentato il ministro dello Sviluppo Economico, Flavio Zanonato. “Questo per Terna rappresenta il maggiore investimento dei prossimi 5 anni”, ha aggiunto l’ad di Terna, Flavio Cattaneo. “L’opera che verrà realizzata giocherà un ruolo strategico in Europa, non solo perché ci consentirà di importare energia elettrica a minor costo, ma anche perché in prospettiva, potremo esportare quella prodotta in Italia in modo continuativo”.

FONTE: Milano Finanza

Flavio Cattaneo, Italia-Francia risparmio 150 Mln nelle bollette degli italiani

17 Luglio 2013 Commenti chiusi

Terna, il via all’elettrodotto Italia-Francia, un corridoio destinato a raddoppiare la capacità di trasporto di energia elettrica e che contribuirà ad uniformare le reti elettriche nazionali. Con i suoi 190 km sarà il più lungo cavo interrato al mondo, un investimento da 1,4 miliardi di euro. 25 i comuni interessati dall’attraversamento, 70 le imprese coinvolte, 500 i posti di lavoro garantiti. L’AD di Terna Flavio Cattaneo: “Questa interconnessione, la 23a verso l’estero, garantirà una riduzione importante dei costi e maggiore sicurezza ed efficienza nella trasmissione di energia con gli altri paesi”.

Come riportato efficacemente dalla stampa nazionale e locale (come “Sole 24 Ore”, “Corriere della Sera” e “La Stampa”) la linea elettrica che sarà realizzata tra Italia e Francia (190 km da Piossasco a Grand’Ile, dei quali 95 in territorio italiano) è destinata a segnare da qui al 2019, data di fine lavori, un momento epocale per il futuro del nostro Paese ma anche per l’Europa, visto che va nella direzione dell’uniformità delle reti elettriche nazionali.

Tanti gli elementi che fanno di quest’opera una infrastruttura unica a livello mondiale e di alta ingegneria. In numeri sono emblematici: si tratta di un investimento da 1,4 miliardi di euro (800 per la parte italiana, metà dei quali a carico di Terna); praticamente ad impatto zero in quanto si avvarrà di infrastrutture esistenti sul suo cammino (è il caso della A32, Torino-Bardonecchia, ad esempio); efficace in termini di capacità di scambio (che sulla frontiera con la Francia passerà da 2600 a 4400 MW) e risparmio (per gli italiani ci sarà un minor importo sulla bolletta per circa 150 milioni di euro). Ed ancora: 25 comuni interessati dall’attraversamento, 70 imprese coinvolte, 500 posti di lavoro garantiti.

Come ribadito dall’ad Flavio Cattaneo “questa interconnessione, la 23a verso l’estero, garantirà una riduzione importante dei costi e maggiore sicurezza ed efficienza nella trasmissione di energia con gli altri paesi”. Il “Sole 24 Ore” rimarca come in effetti Terna negli ultimi 8 anni abbia investito 8 miliardi di euro con benefici per 5 miliardi nelle bollette degli italiani.

Il più grande investimento dei prossimi cinque anni. Un corridoio destinato a raddoppiare la capacità di trasporto di energia elettrica. Tanti titoli, tanti modi diversi per esaltare però in modo uniforme la nuova grande realizzazione avviata da Terna e presentata ufficialmente a Piossasco, in provincia di Torino.

FONTE: Terna

Elettrodotto Italia Francia: Flavio Cattaneo Terna investe sulle reti efficienti

16 Luglio 2013 Commenti chiusi

Piossasco, inaugurati i lavori per il nuovo corridoio “Piemonte-Savoia” che promette di raddoppiare la capacità di trasporto della rete tra Italia e Francia e di diventare la più importante frontiera elettrica della penisola. Flavio Cattaneo, AD di Terna: «Questa opera è la 23ma interconnessione verso l’estero e consentirà una riduzione importante dei costi e maggiore sicurezza ed efficienza nella trasmissione di energia con gli altri paesi», «negli ultimi 8-9 anni Terna ha investito quasi 8 miliardi di euro con benefici per 5 miliardi nelle bollette degli italiani».

 

L’ultima interconnessione risale al 1985 quando fu ultimata la Rondissone–Albertville, la quarta linea elettrica che collegava l’Italia e i cugini d’Oltralpe. Ma il nuovo corridoio “Piemonte-Savoia”, i cui lavori sono stati inaugurati da Terna e dal suo amministratore delegato Flavio Cattaneo, promette di raddoppiare la capacità di trasporto della rete tra i due paesi (dagli attuali 2.650 a oltre 4.400 megawatt, con un incremento del 60%) e di trasformare quella con la Francia nella più importante frontiera elettrica della penisola.

Non a caso, i numeri dell’opera, benedetta dal Governo e dalla commissione europea – che ha co-finanziato gli studi di fattibilità e inserito la nuova linea tra i progetti di interessi comune per il Vecchio Continente, insieme ad altre 10 infrastrutture targate Terna – sono imponenti: 190 chilometri totalmente interrati di linea a corrente continua che entreranno in servizio per il 2019 e che collegheranno Grand’Ile (Savoia) e Piossasco, in provincia di Torino. Ed è proprio da qui, dal cuore della Val di Susa e dalla nuova stazione elettrica, frutto del riammodernamento di quella esistente (60 milioni di euro l’investimento sostenuto da Terna), che parte la nuova sfida della spa dell’alta tensione.

«Questa opera è la 23ma interconnessione verso l’estero e consentirà una riduzione importante dei costi (si stimano 150 milioni di risparmi l’anno per il sistema, ndr) e maggiore sicurezza ed efficienza nella trasmissione di energia con gli altri paesi», sottolinea il numero uno Cattaneo non prima di aver ricordato «che negli ultimi 8-9 anni Terna ha investito quasi 8 miliardi di euro con benefici per 5 miliardi nelle bollette degli italiani». «Mantenere un livello di investimento così alto – avverte l’ad – è importante e rimarchevole». E la spa dell’alta tensione intende conservare lo stesso ritmo anche negli anni a venire con un impegno di 7,9 miliardi di euro nel piano di sviluppo 2013-2022.

Intanto, però, gli occhi sono puntati sulla nuova linea, il primo progetto al mondo per lunghezza del tracciato completamente interrato e che costerà 1,4 miliardi di euro: 600 milioni per i francesi e 800 milioni per l’Italia, suddivisi a metà tra Terna e Transenergia, la società di scopo partecipata da Nemo e Sitaf, l’azienda che gestisce la Torino-Bardonecchia e il traforo del Frejus. «È un’eccellenza progettuale – rileva il ministro dello Sviluppo Economico, Flavio Zanonato – che ha saputo coniugare l’efficienza nel metodo e nei costi oltre che ridurre al minimo l’impatto sull’ambiente». L’elettrodotto, ricorda infatti Gianni Armani, ad di Terna Rete Italia, si «snoderà in perfetta interazione con l’infrastruttura autostradale», sarà quindi “invisibile” come si legge nei cartelloni che campeggiano all’interno della stazione torinese. Dove ci sono anche le autorità locali (Comuni, Provincia e Regione) a brindare alla nuova opera e a chiedere un “regime speciale”, una quota di energia da riservare alla competitività delle aziende del territorio.

L’elettrodotto, ribadisce poi il presidente dell’Authority per l’Energia, Guido Bortoni – che, da giovane ingegnere elettrico, agli inizi degli anni ’90, contribuì alla creazione della tecnologia alla base della nuova linea -, «è un passo avanti verso l’integrazione dei mercati in cui si possono scambiare non solo base load energetici ma anche servizi di flessibilità», che ora l’Italia potrà esportare verso la Francia. Con i cugini d’oltralpe, d’altro canto, la cooperazione energetica è di lunga data, rammentano i vertici di Rte, l’omologo francese di Terna, e ha conosciuto una svolta nel 2007 con gli accordi di Nizza. I quali, oltre al nuovo corridoio elettrico, prevedevano anche il potenziamento della rete esistente per ulteriori 600 megawatt.

FONTE: Il Sole 24 Ore

Intervista a Giuliano Frosini. Direttore Public Affairs Terna

13 Luglio 2013 Commenti chiusi

L’Italia in predicato di diventare hub del gas, ma perché no, anche elettrico. Un sistema che ha bisogno di infrastrutture di rete per la gestione del boom rinnovabile e abbattere i costi elettrici zonali. Giuliano Frosini, direttore divisione Public Affairs di Terna, ne parla con “Elementi” e lancia una proposta: le amministrazioni che si oppongono alle opere si assumano la responsabilità di dire ai cittadini che in quei territori l’energia costerà di più.

E: Calo dei consumi, overcapacity, crisi economica: quali le prospettive per il sistema elettrico?

GF: Dal 2003 è iniziato un percorso di crescita infrastrutturale sia sul versante della generazione sia su quello della rete di trasmissione, che ha contribuito ad aumentare la sicurezza elettrica del Paese: oggi disponiamo di una capacità installata di oltre 120 mila MW, più che doppia rispetto alla domanda alla punta. Quindi, se continuiamo a importare energia è solo perché all’estero costa meno. Le sfide sono molteplici: risparmio ed efficienza energetica, sviluppo sostenibile, riduzione dei costi per imprese e famiglie. Occorre riequilibrare il mix di combustibili per la produzione di energia elettrica, oggi troppo sbilanciato sul gas, puntare sul carbone pulito e sulla diversificazione delle fonti di approvvigionamento. Inoltre, dobbiamo continuare a sviluppare infrastrutture, ambientalmente sostenibili e tecnologicamente avanzate.

E: Servono infrastrutture reali, ma spesso c’è il freno della burocrazia o della sindrome Nimby: come superare l’impasse?

GF: Noi oggi abbiamo un meccanismo di mercato tale per cui il prezzo dell’energia è unico in tutto il Paese, calcolato come media dei prezzi zonali. Ora, se c’è un prezzo unico nazionale, allora si deve anche poter decidere dove è più necessario fare le opere. Se, invece, in nome del federalismo le amministrazioni si oppongono alle opere fino al punto di bloccarle, allora ritengo che debbano assumersi anche la responsabilità di chiedere a cittadini e imprese di quei territori se sono disposti a pagar di più l’energia. Esempio concreto il caso dell’elettrodotto Sorgente Rizziconi tra Sicilia e Calabria, opera già autorizzata e in corso di realizzazione ma soggetta a contestazioni locali, il cui ritardo è già costato agli italiani oltre 3 miliardi e mezzo di euro.

E: La diffusione delle rinnovabili, in particolare eolico e fotovoltaico, sta trasformando il paradigma della rete elettrica. Quali le mosse di Terna di fronte al nuovo scenario?

GF: La rapida crescita delle rinnovabili – da 1.000 MW installati nel 2005 ai quasi 25.000 MW a fine 2012 – ha avviato una fase di trasformazione importante del nostro sistema energetico, ma non senza problemi: dall’eccesso di produzione rispetto ai consumi a livello locale, all’esigenza di un elevato e flessibile livello di riserva per bilanciare la variabilità dei livelli di produzione. Terna ha proposto varie azioni per integrare le rinnovabili nel sistema: il rafforzamento, il controllo e il monitoraggio della rete, con investimenti nell’automazione del mantenimento dell’equilibrio fra domanda e offerta; la gestione coordinata delle reti di trasmissione e distribuzione; l’adeguamento del parco di generazione da fonti rinnovabili. Inoltre, abbiamo già investito 1,3 miliardi di euro per il pieno sfruttamento delle rinnovabili e ne sono previsti ulteriori 2,5 entro il 2016 per far evolvere la rete elettrica in sincronia con questo nuovo sistema.

E: Italia “hub del gas”, ma potrebbe anche diventare “hub elettrico”. E’ ragionevole questa prospettiva?

GF: L’Italia per la sua posizione geografica è certamente candidata al ruolo di hub elettrico del Mediterraneo. In un’ottica di mercato europeo dell’energia, infatti, l’obiettivo è realizzare una rete più diffusa e integrata tra i Paese, compresi quelli del Nord Africa. Terna ha già previsto di incrementare le interconnessioni con gli Stati confinanti: alle 22 “autostrade dell’energia” che oggi collegano l’Italia a Svizzera, Francia, Slovenia, Austria e Grecia, presto se ne aggiungeranno altre, di cui una con il Montenegro e un’altra con la Francia. In un recente Piano di Sviluppo rientra, inoltre, l’interconnessione con la Tunisia, di fatto il primo collegamento elettrico tra Italia e Nord Africa.

E: Terna, quindi, guarda all’estero.

GF: Le interconnessioni transfrontaliere sono un fattore strategico per accrescere la sicurezza del sistema elettrico nazionale e internazionale, diversificare il mix dei combustibili, diminuire la dipendenza da un numero ristretto di Paesi fornitori di energia e ridurre i costi per cittadini e imprese. Con i nuovi progetti, l’Italia potrà incrementare la capacità di interconnessione di ulteriori 3.000-5.000 MW: quando l’energia in Italia costerà meno, il Paese potrà diventare esportatore strutturale di energia, in misura maggiore rispetto ad ora, con importanti benefici per i produttori nazionali. Potremo giocare un ruolo centrale nel “sistema Europa” con una strategia mirata alla realizzazione nel tempo della Super Smart Grid, che consentirà di trasmettere in Europa l’energia “verde” prodotta in Medio Oriente e Nord Africa.

FONTE: Terna

Flavio Cattaneo,Terna: prestito Bei di 570 mln per sviluppo rete elettrica al Sud

9 Luglio 2013 Commenti chiusi

Energia, a Roma è stato perfezionato il contratto di finanziamento della Banca europea per gli investimenti al piano 2012-2016 di Terna, la società guidata dall’AD Flavio Cattaneo. Tra le priorità dell’intervento: il rafforzamento del network italiano di trasmissione, la riduzione dei costi e la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili. Il piano è suddiviso in 14 progetti localizzati in tutta Italia, con attenzione particolare a: Campania, Puglia, Sicilia e Calabria. Il progetto principale è l’interconnessione Sorgente-Rizziconi che collegherà la Sicilia alla Calabria.

Energia: Bei, 570 milioni a Terna per rete sud Italia

E’ focalizzato sugli investimenti in Sud Italia il contratto di finanziamento di 570 milioni di euro perfezionato a Roma tra la Banca europea per gli investimenti (Bei) e Terna, la società di gestione della rete elettrica del Paese. La Bei era rappresentata da Dario Scannapieco, vice presidente responsabile per Italia, Malta e Balcani Occidentali mentre Terna dall’amministratore delegato Flavio Cattaneo. Nel dettaglio, il prestito contribuisce al piano quinquennale 2012-2016 di Terna, del valore superiore al miliardo di euro, per il rafforzamento del network italiano di trasmissione di energia elettrica. Il piano è suddiviso di 14 progetti specifici localizzati in tutta Italia, ma con una attenzione particolare alle cosiddette Regioni Convergenza: Campania, Puglia, Sicilia e Calabria. Il 69% del totale del finanziamento della Bei, infatti, è rivolto ai progetti basati in queste regioni. Il principale progetto, sia per dimensioni sia per rilevanza strategica, è l’interconnessione Sorgente-Rizziconi, il tratto di rete che collega la principale isola italiana, la Sicilia, alla Calabria. Questo progetto, per la sua valenza, è anche destinatario di una sovvenzione dell’Unione Europea di 110 milioni all’interno dell’Eerp (European energy programme for recovery). Il prestito a Terna nel suo complesso rientra tra le priorità di intervento della Banca dell’Unione europea, principalmente per due aspetti. Da una parte l’attenzione per il sostegno che la Bei da’ ai piani di miglioramento delle reti elettriche, fondamentali per la riduzione dei costi dell’energia elettrica e i differenziali di prezzo tra le diverse aree, e la cui efficacia è rivolta anche alla miglior connessione alla rete dei sistemi di produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili. Con il risultato finale di una diminuzione delle emissioni di anidride carbonica. Dall’altra, la localizzazione geografica nel Mezzogiorno d’Italia di oltre i due terzi degli investimenti si inserisce nel filone di interventi fondamentali, sin dalla sua nascita, della Bei: il finanziamento delle Regioni meno sviluppate per una crescita socio-economico armoniosa dell’Unione europea.

Fonte: AGI

Terna: prestito Bei di 570 mln per sviluppo rete elettrica al Sud

E’ focalizzato sugli investimenti in Sud Italia il contratto di finanziamento di 570 milioni di euro perfezionato a Roma tra la Banca europea per gli investimenti e Terna. La BEI era rappresentata da Dario Scannapieco, Vice presidente responsabile per Italia, Malta e Balcani Occidentali; Terna dall’amministratore delegato Flavio Cattaneo. Nel dettaglio, spiega la Bei, il prestito contribuisce al piano quinquennale 2012-2016 di Terna, del valore superiore al miliardo di euro, per il rafforzamento del network italiano di trasmissione di energia elettrica. Il piano è suddiviso di 14 progetti specifici localizzati in tutta Italia, ma con una attenzione particolare alle cosiddette Regioni Convergenza: Campania, Puglia, Sicilia e Calabria. Il 69% del totale del finanziamento della BEI, infatti, è rivolto ai progetti basati in queste regioni. Il principale progetto, sia per dimensioni sia per rilevanza strategica, è l’interconnessione Sorgente-Rizziconi, il tratto di rete che collega la principale isola italiana, la Sicilia, alla Calabria. Questo progetto, per la sua valenza, è anche destinatario di una sovvenzione dell’Unione Europea di 110 milioni all’interno dell’EERP (European energy programme for recovery). ”Il prestito a Terna nel suo complesso – sottolinea la Bei – rientra tra le priorità di intervento della Banca dell’Unione europea, principalmente per due aspetti. Da una parte l’attenzione per il sostegno che la BEI da’ ai piani di miglioramento delle reti elettriche, fondamentali per la riduzione dei costi dell’energia elettrica e i differenziali di prezzo tra le diverse aree, e la cui efficacia è rivolta anche alla miglior connessione alla rete dei sistemi di produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili. Con il risultato finale di una diminuzione delle emissioni di anidride carbonica. Dall’altra, la localizzazione geografica nel Mezzogiorno d’Italia di oltre i due terzi degli investimenti si inserisce nel filone di interventi fondamentali, sin dalla sua nascita, della BEI: il finanziamento delle Regioni meno sviluppate per una crescita socio-economico armoniosa dell’Unione europea”.

FONTE: Asca

Terna: da Bei finanziamento 570 mln per rete nel sud Italia

E’ focalizzato sugli investimenti in Sud Italia il contratto di finanziamento di 570 milioni di euro perfezionato a Roma tra la Banca europea per gli investimenti e Terna, la società di gestione
della rete elettrica del Paese. Il prestito, si legge in una nota, contribuisce al piano quinquennale
2012-2016 di Terna, del valore superiore al miliardo di euro, per il rafforzamento del network italiano di trasmissione di energia elettrica. Il piano è suddiviso di 14 progetti specifici localizzati in tutta Italia, ma con una attenzione particolare alle cosiddette Regioni Convergenza: Campania, Puglia, Sicilia e Calabria. Il 69% del totale del finanziamento della Bei, infatti, è rivolto ai progetti basati in queste regioni. Il principale progetto, sia per dimensioni sia per rilevanza strategica,
è l’interconnessione Sorgente-Rizziconi, il tratto di rete che collega la principale isola italiana, la Sicilia, alla Calabria.

FONTE: Milano Finanza

Flavio Cattaneo a Piazza Affari Terna big tra le utilities

3 Luglio 2013 Commenti chiusi

Piazza Affari, Terna, guidata dall’AD Flavio Cattaneo si colloca tra le azioni con cedole da record, con rendimenti sopra il 5% che permettono di staccare il dividendo più volte l’anno.

Il 3% in Piazza Affari non è un miraggio. Anzi. Con gli investitori sempre più alla ricerca di alti rendimenti per i propri risparmi schiacciati dalla politica monetaria espansiva della Bce, la Borsa di Milano si presenta come un interessante terreno di caccia. Sono decine le società che promettono cedole con un rendimento superiore al 3%, circa tre volte l’inflazione.

Una pattuglia che, a sorpresa, non comprende solamente la categoria dei titoli tradizionalmente generosi con i propri azionisti come le utilities e le società che operano in mercati regolamentati ma anche quelle appartenenti al segmento industriale, finanziario e del mondo media. Il campione dell’alto rendimento è Sias, azienda di proprietà della famiglia Gavio che gestisce concessioni autostradali tra cui la Torino-Milano, che promette quasi l’8%, alle sue spalle Snam ed Eni con oltre il 7%. CorrierEconomia ha messo in rassegna tutte le società di Piazza Affari selezionando quelle con una capitalizzazione superiore al miliardo di euro e con uno yield calcolato sugli utili di competenza 2013, superiore al 3%. Una scelta che riduce la muta a una trentina di titoli ma che presentano un livello di liquidità paragonabile a quello di un Titolo di Stato.

È necessario però tenere sempre presente che investire in Borsa presenta un grado di rischio superiore a quello di attività finanziarie che si allineano all’inflazione, come nel caso dei Bot. Ecco perché lo yield a un anno delle azioni ad alto rendimento viaggia intorno al 4% rispetto all’1,2% del costo della vita e all’1% dei titoli a breve termine. Il differenziale è una sorta di cuscinetto rispetto al rischio delle oscillazioni dei prezzi di Borsa. Evento a cui si sta assistendo con una certa frequenza anche su mercati poco volatili. Ma le oscillazioni giovano a volte brutti scherzi proprio a coloro che sono alla ricerca di alti redimenti. Accade infatti che più il prezzo di un titolo scende, maggiore sia il livello dello yield, a parità di dividendo atteso. Salvo poi scoprire che i ribassi trovano corrispondenza a distanza di qualche mese in un peggioramento dei risultati di bilancio e quindi un taglio della cedola che annulla o quasi la generosità attesa.

Questa è la ragione che dovrebbe sempre spingere un investitore a domandarsi quanto siano prevedibili o stabili nel tempo le cedole anche a dispetto della congiuntura. La stabilità è certamente una caratteristica delle società che operano in mercati regolamentati come Sias, Snam, Terna, guidata dall’AD Flavio Cattaneo e Atlantia. Tutti titoli i cui rendimenti sono abbondantemente sopra il 5% e che si possono anche permettere di staccare il dividendo più volte l’anno. Meno scontata invece la ripetitività di cedole come quelle di Fiat Industrial, Pirelli & C., Impregilo o STMicroelectronics che tuttavia promettono, i prezzi attuali, oltre il 3% con punte del 4,72% per la società franco italiana attiva nell’industria dei semiconduttori. Della muta dei titoli ad alto rendimento fanno parte anche diversi finanziari. Il più generoso è Banca Generali, la prima compagnia assicurativa è invece Unipol 5,2%.

FONTE: Corriere

Terna Emissione Bond: rinnovo Programma Euro Medium Term Note Programme

2 Luglio 2013 Commenti chiusi

Terna, guidata dall’AD Flavio Cattaneo, rinnova il proprio programma di emissioni obbligazionarie denominato ‘Euro Medium Term Note Programme’ incrementandone l’importo da 5 a 6 miliardi di euro. Deutsche Bank e Citigroup hanno svolto il ruolo di Joint Arrangers del programma, a cui è stato assegnato il rating A-/A-2 da parte di Standard & Poor’s, Baa1/P-2 da parte di Moody’s e A- da parte di Fitch. Terna avrà la possibilità di lanciare obbligazioni e di cogliere ogni opportunità che si presentasse sul mercato. Le risorse verrebbero destinate ad un ulteriore sviluppo della rete elettrica.

 

Terna: rinnova e incrementa da 5 a 6 mld programma emissione bond

Terna, guidata dall’AD Flavio Cattaneo, ha rinnovato il proprio programma di emissioni obbligazionarie denominato ‘Euro Medium Term Note Programme’ (EMTN) incrementandone l’importo da 5 a 6 miliardi di euro come deliberato dal consiglio di amministrazione del 14 maggio 2013. Lo comunica la società, aggiungendo che Deutsche Bank e Citigroup hanno svolto il ruolo di Joint Arrangers del programma, a cui è stato assegnato il rating A-/A-2 da parte di Standard & Poor’s, Baa1/P-2 da parte di Moody’s e A- da parte di Fitch. Con questo aggiornamento, secondo fonti di settore, Terna avrà la possibilità di lanciare obbligazioni sul mercato e di cogliere tempestivamente ogni opportunità che si presentasse sul mercato. Le risorse, nell’eventualità, verrebbero destinate ad un ulteriore sviluppo della rete elettrica.

FONTE: Corriere


Terna: rinnova programma obbligazioni

Come deliberato dal cda del 14 maggio

Terna-Rete elettrica nazionale ha rinnovato il proprio programma di emissioni obbligazionarie denominate ‘Euro Medium Term Note Programme’ (Emtn) incrementandone l’importo da 5 a 6 miliardi di euro, come deliberati dal cda del 14 maggio 2013. Lo comunica la società, precisando che Deutsche Bank e Citigroup hanno svolto il ruolo di joint arrangers del programma, cui è stato assegnato il rating A-/A-2 da parte di Standard & Poor’s Baa1/P-2 da Moody’s e A- da Fitch.

FONTE: Ansa

Terna: rinnova e incrementa da 5 a 6 mld programma emissione bond

Terna ha rinnovato il proprio programma di emissioni obbligazionarie denominato ‘Euro Medium Term Note Programme’ (EMTN) incrementandone l’importo da 5 a 6 miliardi di euro come deliberato dal consiglio di amministrazione del 14 maggio 2013. Lo comunica la società, aggiungendo che Deutsche Bank e Citigroup hanno svolto il ruolo di Joint Arrangers del programma, a cui è stato assegnato il rating A-/A-2 da parte di Standard & Poor’s, Baa1/P-2 da parte di Moody’s e A- da parte di Fitch. Con questo aggiornamento, secondo fonti di settore, Terna avrà la possibilità di lanciare obbligazioni sul mercato e di cogliere tempestivamente ogni opportunità che si presentasse sul mercato. Le risorse, nell’eventualità, verrebbero destinate ad un ulteriore sviluppo della rete elettrica.

FONTEIl Sole 24 Ore

YAP 2013, Flavio Cattaneo, Terna presenta i nuovi tralicci

1 Luglio 2013 Commenti chiusi

Design e tecnologia: Terna presenta i nuovi tralicci. La società, guidata dall’AD Flavio Cattaneo, dal 26 giugno a metà ottobre, sarà a fianco del MAXXI nel sostegno di YAP 2013, il progetto dedicato ai giovani architetti emergenti, con le immagini inedite dei nuovi tralicci tecnologicamente avanzati e a minor impatto ambientale che l’Azienda sta installando in tutta Italia. Le infrastrutture dell’alta tensione, per la prima volta, in Europa, diventano opere d’arte.

 

Terna, la società guidata dall’AD Flavio Cattaneo, dal 26 giugno a metà ottobre, sarà a fianco del MAXXI nel sostegno di YAP 2013, il progetto dedicato ai giovani architetti emergenti, con le immagini inedite dei nuovi tralicci tecnologicamente avanzati e a minor impatto ambientale che l’Azienda sta installando in tutta Italia.

Un’installazione esterna, costituita da una gigantesca e spettacolare LanTerna luminosa che fluttuerà in aria sulla piazza del Museo per le arti del XX secolo, provocherà una forte interazione anche con il pubblico attraverso il contatto con l’acqua che, gocciolando lungo il perimetro dell’installazione, creerà una cortina rinfrescante per delimitare idealmente lo spazio sotto il volume. Quando scende la notte, l’acqua lascia il posto alla luce e alle proiezioni video che trasformano l’installazione in una LanTerna sospesa nel cielo.

Nella Sala Scarpa, con apertura al pubblico negli orari del Museo, protagonisti i video della “rete del futuro” con tutte le tipologie innovative e a tecnologia avanzata di tralicci come i Germogli, i Monostelo e Foster, ideati con studi di architettura di rilievo internazionale (come Norman Foster, Hugh Dutton capo progetto studio dell’arch.Rosental) a basso impatto ambientale, in grado di coniugare attenzione al paesaggio ed efficienza del servizio.

Ampio risalto anche all’intervento artistico site specific della De Lorenzo, vincitrice del PT04, vengono presentati i modelli in scala 1:50 dell’intervento artistico sulla linea elettrica Foggia Benevento. Attualmente in fase di realizzazione, l’opera della De Lorenzo, rielabora la relazione tra l’infrastruttura elettrica e il territorio in chiave contemporanea. Lascerà una traccia permanente e originale sul territorio evidenziando le origini del popolo che vi ha abitato. È la prima volta che, in Europa, le infrastrutture dell’alta tensione diventano opere d’arte.

FONTE: Terna

Sostenibilità, Flavio Cattaneo, Terna prosegue il suo impegno

24 Giugno 2013 Commenti chiusi

Terna, guidata dall’AD Flavio Cattaneo, prosegue il suo impegno per la sostenibilità. E’ on-line il Rapporto di Sostenibilità 2012, elaborato sulla base dello standard GRI – Global Reporting Initiative, l’organizzazione leader a livello mondiale su questi temi. In particolare la Società ha applicato le linee guida “G3.1” al livello “a+”, il massimo previsto per completezza delle informazioni. Tra i risultati più significativi si segnala l’ulteriore riduzione del gas serra SF6. Nel 2012 Terna è stata confermata in tutti gli indici di sostenibilità in cui era presente ed è stata ammessa nei nuovi indici Vigeo Word e Europe 120.

 

 

Sono in totale 84 gli indicatori GRI trattati nel Rapporto che si avvale anche di approfondimenti tematici, tabelle e confronti con altre aziende per rappresentare, in modo chiaro e trasparente, i risultati conseguiti nel 2012 in tutte le aree di responsabilità d’impresa secondo le indicazioni del Codice Etico, i dieci principi del Global Compact e gli obiettivi stabiliti l’anno prima.

Anche quest’anno è proseguita l’iniziativa distintiva di Terna, guidata da Flavio Cattaneo, di estendere l’analisi delle performance attraverso il confronto con altre aziende. Gli indicatori GRI trattati riguardano le emissioni di CO2, le perdite di SF6, il consumo di acqua, la produzione di rifiuti, la formazione, i differenziali retributivi per genere e il tasso di turnover in uscita del personale.

La metodologia messa a punto da Terna per realizzare questi confronti è stata presentata in appendice allo studio “Oltre il dato finanziario: imprese e benessere collettivo” redatto dal CSR Manager Network, con il supporto scientifico di Altis – Università Cattolica di Milano e dell’Ufficio statistico nazionale (ISTAT).

Per quanto riguarda i risultati di sostenibilità del 2012, tra i più significativi pubblicati nel Rapporto, sul fronte ambientale si segnala l’ulteriore riduzione, per il terzo anno consecutivo, dell’incidenza delle perdite rispetto alla consistenza installata del gas serra SF6 che nel 2012 si attestandosi quest’anno allo 0,59%.

Passando a temi di responsabilità sociale, la formazione si è confermata come un punto di forza nella valorizzazione delle risorse umane: a luglio 2012 è stata inaugurata la nuova sede di Campus, la Company University di Terna insediata all’interno di una stazione elettrica alle porte di Roma, in un edificio dedicato e dotato delle migliori tecnologie, per rendere possibile una migliore organizzazione e fruizione dei corsi.

Nel 2012 sono state erogate 41 ore di formazione per dipendente, con una copertura del 86% del personale che testimonia l’attenzione di Terna per la formazione continua.

Nel corso del 2012 Terna è stata confermata in tutti gli indici di sostenibilità in cui era già presente ed è stata ammessa nei nuovi indici Vigeo Word e Europe 120, redatti in base ad una metodologia che prevede l’analisi di oltre 330 indicatori e 38 criteri di sostenibilità.

La sostenibilità di Terna è infine oggetto di valutazione anche da parte di banche, fondi di investimento, analisti finanziari con team specializzati, agenzie di sostenibilità con risultati che ne testimoniano il valore.

 

FONTE: Terna

Flavio Cattaneo intervista al quotidiano La Stampa

24 Giugno 2013 Commenti chiusi

Il quotidiano La Stampa intervista l’AD di Terna Flavio Cattaneo. Sotto la sua guida, il valore dell’azienda è cresciuto del 70%, rendimento complessivo per gli azionisti oltre il 240%. Inoltre, Terna ha distribuito 2,5 miliardi di euro di dividendi, l’azionariato ha investito 6,5 miliardi per rendere la rete elettrica nazionale efficiente e più stabile. Cattaneo: “Oggi siamo la prima società per presenza di fondi stranieri; quando Terna emette un bond, anche di grande entità, il book viene chiuso in mezz’ora. I numeri sono il risultato di un processo che richiede un duro lavoro”.

 

 

Terna, Flavio Cattaneo

Cattaneo, Terna è una delle poche cose che vanno bene in un Paese che sembra avviluppato in una crisi drammatica. Qual è il problema dell’Italia, dal suo osservatorio?

«In Italia il buono c’è ed è “diffuso”, ma non esce in superficie. Lo troviamo nella piccola e media impresa, nella gente che lavora tutti i giorni, nel buonsenso delle persone. Ma se noi italiani presi individualmente siamo bravissimi, quando dobbiamo lavorare insieme allarghiamo le braccia, ed è come se dicessimo “non si può fare”».

È una specie di carattere nazionale.

«C’è un vero problema culturale, questo è indubbio. C’è chi fa grandi proclami in cui annuncia che bisogna rifare tutto, ma alla fine non si rifà mai niente; c’è una moltitudine di interessi in competizione fra loro. Tanti, troppi, “tengono famiglia”. Quando l’Italia è entrata nell’euro sembrava che ci si fosse incamminati verso una visione moderna, ma poi ci siamo cacciati in una situazione che ricorda tanto la definizione che dava Carlo Maria Cipolla della stupidità: “compiere azioni senza trarne alcun vantaggio”. Inteso ovviamente come vantaggio collettivo, perché nel trarre vantaggi personali gli italiani sono maestri».

Un problema culturale che si traduce in numeri, in economia. Nel nostro caso quasi sempre numeri negativi per il Pil, gli investimenti, il lavoro, i consumi. Ce la caveremo?
«Tutti i “meno” dell’Italia sono frutto di quello che abbiamo detto finora. Per farli diventare dei “più” bisogna invertire quel modo di pensare e di agire. Facciamo degli esempi: perché i turisti cinesi, che pure preferiscono Roma a Parigi, sbarcano a Parigi? Gli aeroporti italiani come sono? E i collegamenti con le città? È vero o no che anche un cinese molto ricco rischia di essere bloccato, quale extra comunitario, dalle leggi sull’immigrazione clandestina? Se non c’è gente di buonsenso che produce regole ragionevoli e applicabili, i “più” non li avremo mai. Tutti, qualunque ruolo ricoprano, devono poter dimostrare di aver fatto bene. E se anche messi nella condizione non lo dimostrano, allora è un dovere cambiarli. Nessuno può pensare di essere inamovibile, a nessun livello».

Che ne pensa delle politiche di austerità? C’è chi pensa che strangolino l’economia e aggravino la recessione…

«Mio padre, piccolo artigiano, diceva al suo ragioniere: “lei vuole che io fallisca, ma con i conti in ordine?” I risultati delle aziende, i “numeri”, sono il risultato di un processo. Le politiche di austerità pongono l’attenzione soltanto sui numeri finali e uccidono il processo, con risultati non certo lusinghieri. In Italia siamo stati portati a non consumare: in questo modo la domanda interna cala, calano le entrate e si devono aumentare le tasse. E così si va a fondo. Detto questo, la spesa pubblica non può essere dissipata, ma la giusta oculatezza non può essere utilizzata in maniera sconsiderata se no il risultato è un “meno”».

E avendo un pacchetto di miliardi da spendere, cosa farebbe per far ripartire il Paese?
«Primo: ridurre le tasse per chi investe e chi assume. Secondo: chi lascia i soldi in Italia deve essere trattato meglio di chi li porta all’estero. Terzo: chi fa deve essere trattato meglio di chi non fa. Quarto: il reddito creato con il lavoro deve essere agevolato a livello fiscale. Poi, una politica di gestione dell’immigrazione per favorire l’arrivo di gente perbene e con le caratteristiche che occorrono per riattivare l’economia, così come è stato fatto negli Stati Uniti. Infine, una politica di investimento nell’innovazione e nella ricerca e norme, anche europee, per agevolare gli investimenti a lungo termine».

Ci parli della sua esperienza a Terna.

«Abbiamo iniziato otto anni fa. Oggi siamo la prima società per presenza di fondi stranieri; quando Terna emette un bond, anche di grande entità, il book viene chiuso in mezz’ora. Abbiamo un costo del debito basso e a lunga scadenza. Abbiamo assunto mille persone, facendo turnover. I nostri operai sono tra quelli meglio remunerati d’Italia, perché un’azienda deve saper diffondere il benessere, quando c’è, a tutti i livelli. Ripeto: i numeri sono il risultato di un processo che richiede un duro lavoro. Noi a Terna abbiamo semplicemente applicato il sano modello della media impresa italiana, che poi è quello dell’impresa ben gestita».

E alla Rai, dove lei è stato direttore generale dal 2003 al 2005, cosa non ha funzionato?
«Intanto prendiamo i bilanci di quella gestione, quelli precedenti e quelli successivi. Quando sono uscito, la Rai aveva 400 milioni di posizione finanziaria netta attiva e 180 milioni di utile netto. Sono entrato con un autista e un’impiegata e con loro sono uscito. Mi lasci dire che è stata un’esperienza difficile, ed entusiasmante. È lì che mi sono venuti i primi capelli bianchi. Sul presente non spetta a me dare giudizi, ma è un’azienda che ha tante potenzialità, specie nel prodotto. A volte inutilizzate».

La lottizzazione politica fa parte o no di quel “problema culturale” di cui parlava? Come si potrebbe cambiare il sistema?

«La lottizzazione delle nomine pubbliche la critichiamo tutti, non tanto perché le nomine sono decise dai politici, ma perché poi chi è stato nominato quasi mai porta buoni risultati e finisce che le cose vanno male. Il politico che nomina una persona brava merita gli applausi; quello che ne nomina una non brava ma “fedele” che fa andare male le cose merita i fischi. Anche perché questo significa che quel politico, anche quando dovrà prendere altre decisioni, farà prevalere gli interessi personali. Occorre stabilire dei criteri oggettivi, sia per le nomine che per la durata dei mandati: “cambiare il sangue” e premiare i meritevoli fa bene, sia nel pubblico che nel privato. Le prime dichiarazioni del Governo in tal senso lasciano ben sperare».

Nelle stagioni delle nomine pubbliche lei è sempre citato per questa o quella poltrona. Le piacerebbe cambiare?

«Ho ancora un anno di mandato qui a Terna: finché lavoro in un’azienda penso solo a quella».

FONTE: Terna